Processori mettono a rischio la sicurezza di miliardi di PC

Prima o poi doveva succedere! In fin dei conti qualsiasi cosa prodotta dall’uomo, per quanto fatta bene, non potrà mai raggiungere la perfezione, magari rasentarla ma non raggiungerla perché, in primis, è l’essere umano ad non essere perfetto.

Catastrofe annunciata

Intel, AMD, ARM  e Google volevano aspettare a dare la notizia, almeno fino al 9 gennaio, quando sarebbero uscite le prime toppe per la falla dei processori, cuore di PC, smartphone, tablet ecc. ma non hanno potuto nascondere la cosa e in pochi minuti ha fatto il giro del mondo. Il problema si allarga a macchia d’olio se pensiamo che i processori sono ovunque, anche nelle consolle giochi o nelle automobili.

Questa falla può elevare il rischio di furto di dati sensibili e, i device fallati, sono tutti quelli prodotti e venduti negli ultimi 10 anni, quindi miliardi di apparecchi in tutto il mondo. Ad accorgersi dei bug è stato un ragazzo che, per passione e curiosità, ha hackerato il suo PC per vedere quanto fosse sicuro e ha scoperto la falla. Il “problema” di Intel è denominato Meltdown, mentre quelli di AMD è Spectre.

L’annuncio è già di per sé molto preoccupante, ma la cosa più inquietante è un’altra: a novembre, quindi due mesi prima che la notizia diventasse di dominio pubblico, il CEO di Intel,  Brian Krzanich, ha venduto  245.000 azioni ed esercitato il diritto di opzione su altre 644.000 azioni con un realizzo, a fine novembre, di 24 milioni di dollari, tenendo per sé solo 250.000 azioni. Come mai? Proprio a novembre Google aveva informato Intel della presenza del bug, quindi, se tutto verrà confermato, per il CEO si potrebbero profilare reati molto seri che cadono nel penale. Comunque sia, il titolo Intel ha retto bene all’annuncio e in borsa non c’è stato il crollo che ci si poteva aspettare. Anche se ha perso il 3,4%, la quotazione resta oltre 44$. La cosa ancora più strana è che l’eterno avversario di Intel, AMD, che  ha lo stesso problema di bug, ha chiuso la giornata borsistica di ieri a + 5,2%, con picchi di 7,2%.

Quanto costerà risolvere il problema

I colossi sono già al lavoro e promettono di risolvere il problema dei bug ma questo ci costerà molto, non a livello di soldi ma a livello di efficienza del processore. Le prestazioni, infatti potrebbero arrivare a rallentare anche del 40%, problema però, che con il tempo, dovrebbe stemperarsi. Sicuramente c’è chi ha preso la palla al balzo per profetizzare la distruzione della tecnologia, la fine dell’era tecnologica e via dicendo ma il panico non serve a nulla. Se i processori (tutti!) sono fallati da dieci anni a questa parte, i danni che dovevano causare li hanno già causati. Inoltre c’è da ricordare che gli aggiornamenti apportano sempre toppe e modifiche a qualche “svista”. L’enfatizzazione del problema potrebbe avere altri fini: speculativo e commerciale. A darci la risposta, sarà il tempo.

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